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Un “no” grande come una piazza: la prima Giornata Nazionale contro la violenza giovanile

  • 4 mesi fa
  • 3 Min di lettura

Il 19 maggio 2026 è una data che non dimenticheremo. Esattamente due anni dopo l’aggressione che ha cambiato per sempre la vita di Paolo Sarullo, mille studentesse e studenti dell’ISS “Giovanni Falcone” di Loano hanno riempito Piazza Italia con un gesto potente e simbolico: i loro corpi hanno formato un gigantesco “No”, visibile dall’alto, contro la violenza giovanile.

È stata la prima edizione della Giornata Nazionale di Sensibilizzazione e Prevenzione della Violenza Giovanile, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS.

Una giornata che è già storia

La mattinata è iniziata alle 9 presso l’Istituto Falcone, con gli interventi del Questore Giuseppe Mariani, del Vice Prefetto Marco Freccero, del Tenente Colonnello dei Carabinieri Paolo Belgi, del consigliere regionale Rocco Invernizzi e del Vice Sindaco di Loano Gianluigi Bocchio. Hanno poi preso la parola Rossella Lamarra e Paolo Sarullo in videoconferenza, seguiti da Kiro Attia, cugino di Aba, il ragazzo ucciso tra i banchi di scuola a La Spezia.

Sono arrivati inoltre i saluti della Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione On. Paola Frassinetti, che ha ricordato come la testimonianza di Paolo sia diventata un messaggio collettivo di speranza, responsabilità e perdono.

Dal Falcone a Piazza Italia

Alle 10 è iniziata la passeggiata: studenti e partecipanti si sono ritrovati sul lungomare, sono passati davanti al murales della legalità dedicato a Falcone e Borsellino e hanno raggiunto Piazza Italia per il momento conclusivo. Qui, in un flash-mob, hanno dato vita alla gigantesca scritta “No” che ha detto tutto senza bisogno di altre parole.

Le parole di Paolo agli studenti

Paolo è intervenuto in videoconferenza dalla struttura Don Gnocchi di La Spezia, dove a breve verrà dimesso per proseguire un nuovo percorso di riabilitazione sperimentale. Il suo messaggio ai ragazzi del Falcone è stato diretto e commovente: “L’anno prossimo sarò lì di persona. Ragazzi, non mollate un caxxo. Ma comportatevi bene, mi raccomando. Vi voglio bene.”

Un impegno che diventa azione

Il dirigente scolastico Mosè Laurenzano ha confermato che la collaborazione con la Fondazione continuerà nei prossimi anni, perché la cultura della non violenza è uno dei temi fondanti del Piano di offerta formativa dell’istituto.

La Fondazione si metterà ora al lavoro insieme a Prefettura, Questura, Regione, Comune e Ministero per trasformare le parole di oggi in atti concreti. Inoltre, con Kito Attia nasceranno nuovi progetti sul territorio spezzino per promuovere prevenzione, dialogo e cultura della legalità tra i giovani.

Perché soltanto insieme, facendo rete, si possono costruire grandi cose e offrire ai ragazzi un futuro più sicuro e più umano.

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