Paolo Sarullo lascia il Don Gnocchi: una nuova sfida riabilitativa verso l’obiettivo di tornare a camminare

Il 1° luglio 2026, dopo quasi due anni di degenza, Paolo Sarullo ha lasciato ufficialmente il Polo Riabilitativo Don Gnocchi di La Spezia. Un nuovo capitolo si apre ora per Paolo, che si trasferisce in un’altra struttura specializzata per proseguire il suo percorso, con un obiettivo ancora più ambizioso: tornare a camminare.
Un percorso lungo quasi due anni
Paolo era entrato in struttura nell’ottobre 2024, in condizioni di estrema fragilità . Per quasi un anno le risposte motorie e cognitive sono state minime. Poi, gradualmente, è arrivata quella che i terapisti hanno descritto come una vera rinascita quotidiana, fatta di piccoli e grandi traguardi: le prime parole, i primi movimenti, fino alle uscite all’aria aperta con le jolette grazie alla collaborazione con il CAI.
In questo lungo percorso il centro spezzino è diventato una seconda casa per Paolo e per mamma Miranda, che al momento del saluto ha voluto ringraziare tutta l’équipe con parole cariche di commozione: quando sono arrivati erano disperati, oggi lasciano la struttura con Paolo che si muove, parla e la chiama mamma.
Anche il Polo Riabilitativo ha voluto ricambiare pubblicamente l’affetto ricevuto in questi mesi, salutando Paolo e la sua famiglia con la promessa di rivedersi presto.
Dalla notte del 19 maggio 2024 a oggi
Il dramma di Paolo è iniziato la notte del 19 maggio 2024, quando fu aggredito a Vadino da un gruppo di coetanei per il furto del suo monopattino. Un pugno lo fece cadere, causandogli una gravissima emorragia cerebrale. Seguirono tre mesi di coma, la rimozione di parte del cranio e una condizione di tetraplegia con gravi compromissioni cognitive.
Da allora, la forza di Paolo e della sua famiglia ha attraversato momenti che sono entrati nella memoria collettiva: i servizi de Le Iene, l’intervento al Festival di Sanremo 2026, l’incontro in videochiamata con Papa Leone XIV. In ogni occasione, lo stesso messaggio: il perdono verso i suoi aggressori e la frase che è diventata il suo manifesto, “Non si molla un c***o”.
La nuova maratona solidale
Il trasferimento di Paolo si intreccia con il lancio di un nuovo grande progetto di sensibilizzazione: una Maratona Solidale che si svolgerà dal 25 ottobre al 9 novembre 2026. Protagonista sarà Andrea Pieri, 30 anni, dell’Isola d’Elba, che ha vissuto in prima persona episodi di bullismo e ha deciso di percorrere a piedi circa 550 chilometri da Piombino a Milano, con una tappa ad Albenga il 2 novembre, per portare il messaggio della Fondazione in giro per l’Italia.
Un’occasione che rappresenterà , con ogni probabilità , il primo vero ritorno di Paolo nella sua città .
Un ringraziamento che continua
La famiglia e la Fondazione Uniti per Paolo hanno espresso profonda gratitudine verso tutta l’équipe del Don Gnocchi, definendola un vero fiore all’occhiello della sanità italiana. Il centro riabilitativo, dal canto suo, ha salutato Paolo ricordando la lezione di resilienza che ha lasciato a chiunque lo abbia incontrato in questi due anni.
La sua nuova sfida è appena iniziata. Ma con una certezza: l’affetto di un’intera comunità continuerà ad accompagnarlo.
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Le due testate hanno raccontato questo momento con approfondimenti differenti:
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