La conferenza stampa della Fondazione Uniti per Paolo alla Camera dei Deputati
Il 25 marzo 2026, nella Sala Tatarella della Camera dei Deputati, la Fondazione Uniti per Paolo ha tenuto la sua conferenza stampa ufficiale di presentazione. Un momento storico, aperto a tutte le forze politiche, che ha portato al centro del confronto istituzionale nazionale la storia di Paolo Sarullo e un piano concreto di intervento contro la violenza giovanile.
La conferenza ha seguito un programma articolato, aperto dall’intervento istituzionale delle onorevoli Augusta Montaruli e Beatriz Colombo.
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Il programma della conferenza
Rossella Lamarra ha ripercorso la storia di Paolo e le ragioni che hanno portato alla nascita della Fondazione. Non per cercare vendetta, non per alimentare odio, ma per dare un senso a ciò che senso non ha. Paolo ha scelto il perdono. Chiede però che la sua storia serva a prevenire e che le istituzioni ascoltino chi vive le conseguenze di questi eventi.
Sono poi intervenuti in videocollegamento il dottor Stefano Rossi, psicopedagogista, per illustrare il fenomeno della violenza giovanile attraverso dati concreti e allarmanti, e Paolo Sarullo in persona, dalla struttura Don Gnocchi di La Spezia, con un saluto e il suo messaggio personale.
A seguire la testimonianza di Kiro Attia, cugino di Aba, e l’intervento dell’Associazione Rachele Franchelli per il progetto “Atefano”. Infine un approfondimento su come i social influenzano i comportamenti dei giovani e le iniziative digitali della Fondazione su Instagram, TikTok e YouTube.
I progetti presentati
Sul fronte della giustizia, l’avvocato Paolo Gianatti ha illustrato percorsi di giustizia riparativa e responsabilizzazione, con l’obiettivo di riformare l’approccio al sistema penale minorile. La psicologa forense Monica Caccia ha presentato un progetto di prevenzione del disagio giovanile, con sportelli psicologici per adulti e minori e protocolli di intervento per il rischio devianza. Il dirigente scolastico Mosè Laurenzano ha proposto un modello di intervento precoce sin dalla scuola dell’infanzia, con psicologi scolastici, docenti tutor e programmi di alfabetizzazione emotiva. Il dottor Enrico Montefiori ha infine presentato il progetto della Casa di Accoglienza, una struttura gratuita per le famiglie dei ricoverati presso strutture sanitarie di alta intensità come il Polo Riabilitativo Don Gnocchi di La Spezia.
La Fondazione destinerà inoltre borse di studio agli studenti.
Il 19 maggio come Giornata Nazionale
La Fondazione chiede l’istituzione del 19 maggio come Giornata Nazionale di Sensibilizzazione e Prevenzione della Violenza Giovanile. Quella data non è casuale: il 19 maggio 2024 Paolo fu aggredito e cadde in coma. Trasformare quel giorno in un appuntamento nazionale significa portare la prevenzione dentro le scuole con continuità e costruire una rete stabile tra istituzioni, famiglie e terzo settore.
La richiesta alle istituzioni
La Fondazione ha concluso i lavori con un appello chiaro: servono ascolto, tavoli di lavoro, collaborazione concreta e azioni strutturate. La violenza giovanile non è un fatto isolato e non è solo cronaca. È un problema sociale che riguarda tutti. Per questo motivo nessun’altra famiglia dovrebbe dover dire: “Se solo qualcuno ci avesse avvertiti prima.”







